VAR e scommesse: vantaggio o svantaggio?

var nelle scommesse

La VAR ha influenzato le scommesse?

 La VAR, a detta di tutti gli esperti, ha cambiato il mondo del calcio e inevitabilmente ha influenzato anche il mondo delle scommesse. Per chi non lo sapesse, la VAR (Video Assistant Referee) è stata approvata nel regolamento del calcio nel marzo 2016, ed è stata utilizzata per la prima volta nell’agosto del 2016, durante un match di USL Championship. La VAR interviene solo in 4 tipi di decisioni o episodi che possono condizionare l’esito di una partita: gol segnato o annullato, calcio di rigore assegnato o non fischiato, cartellino rosso diretto, scambio d’identità (per ammonizioni e espulsioni.

L’autonomia delle decisioni prese dalla VAR è circoscritta ai casi di fuorigioco (in quanto oggettivo) e ai “chiari ed evidenti errori”, cioè quei casi in cui il direttore di gara è incappato in una vera e propria svista. In tutti i casi di episodio dubbio la VAR chiama l’on field review, cioè segnala l’episodio al direttore di gara, invitandolo a fermare il match per il tempo necessario a rivedere sul monitor l’episodio in questione e prendere una decisione più consapevole.

 È un dato di fatto che da quando questo strumento è stato introdotto, il numero di gol annullati durante le partite è cresciuto notevolmente. Pensiamo a quanti gol nella storia sono stati convalidati nonostante il marcatore fosse in fuorigioco di pochissimi centimetri, difficili da cogliere dall’occhio umano del guardalinee, ma sufficienti per l’occhio della VAR. Ne consegue che tipologie di giocate come l’over/under 2.5 possano diventare più complicate da centrare.

Anche le giocate sul gol/no gol possono risultare più difficili da pronosticare. Pensiamo al match di Champions League Juventus-Barcellona dello scorso ottobre, terminato 0-2. In quella partita Morata, attaccante della Juve, ha visto annullarsi dalla VAR ben 3 reti, tutte per fuorigioco millimetrico. Una vera e propria beffa per tutti gli scommettitori che avevano investito sul gol.

 

VAR e live betting

 Tuttavia la VAR può offrire agli scommettitori anche dei piccoli vantaggi, in particolar modo nel live betting. Uno dei difetti principali di questo strumento infatti sono le tempistiche. La VAR può intervenire anche 2 minuti dopo il verificarsi dell’episodio incriminato. Questo perché ovviamente chi è in sala VAR deve prendersi qualche istante per capire se è il caso di chiamare l’on field review o meno. E l’intervento del direttore di gara richiede ovviamente un’altra manciata di secondi. Dall’episodio dubbio alla decisione possono passare anche 2-3 minuti.

In questo lasso di tempo spesso i bookmakers non riescono ad aggiornare di continuo le quote live. In altre parole, sia i book che la VAR spesso sono più lenti dell’occhio attento dello scommettitore che sta seguendo la partita indiretta. Lo scommettitore può sfruttare questo vantaggio a proprio favore, e puntare in anticipo sulla quota che sta per verificarsi prima che i book la modifichino. Facciamo un esempio. Se ci accorgiamo, durante Juventus-Udinese, che non è stato fischiato un calcio di rigore abbastanza evidente a favore dell’Udinese, andando a piazzare subito una scommessa su prossimo marcatore De Paul (rigorista) potremmo ottenere un grande vantaggio nei confronti del book. La quota in questione passerebbe da 3.00 a 1.20 nel giro di qualche decina di secondi. Uno scommettitore attento può sfruttare quei secondi a suo vantaggio e ottenere un ottimo guadagno.

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